venerdì 1 maggio 2020

L'Oggetto Magico



Viene naturale in questo periodo di forte stress e depressione (intesa come privazione dell’aria, delle libertà, delle opportunità), cedere alla lusinga della celebrità facile; basta un’affermazione dai toni dirompenti oppure uscire dagli schemi del buonsenso e della ragionevolezza, qualche volta basta sconfinare nel campo del cattivo gusto, per avere un’attenzione che altrimenti sarebbe difficile intercettare. 
In questo momento di confinamento, il mondo cibernetico ci proietta al centro di un virtuale globalmente connesso. L’idea che il nostro io possa essere al centro e “virale”, ci lusinga. Questo è tutto ciò che rimane del romanticismo, che oggi però definirei perverso.

Rendere ben visibile ciò che prima era coperto da un velo di opacità è anche indice di debolezza.

Quale correlazione con l’oggetto magico?
Un personaggio in un racconto fantastico ha sempre bisogno di un aiuto per fronteggiare il male. Generalmente questo aiuto arriva in un momento inaspettato; arriva grazie ad un maestro, ad un saggio.

Secondo la mia visione del fantasy, l’oggetto magico è in possesso del personaggio in difficoltà fin dalla sua nascita, ma lui ne è inconsapevole.

Le difficoltà, la sofferenza, la paura spingono il personaggio-eroe a trovare la risorsa di cui ha bisogno: l’oggetto magico.

Ognuno di noi è il personaggio della propria storia esistenziale, anche quando apparentemente la vita si appiattisce e “qualcuno” tenta di convincerci che siamo tutti uguali, soprattutto nel disvalore. Che possiamo esistere allo stesso modo o nelle stesse modalità. E va dicendo:

“Non c’è bisogno della conoscenza, tanto il valore dell’uno sarà livellato al valore dell’altro”.

“Non c’è bisogno dell’esperienza, perché a decidere è un algoritmo”.

“Cosa ce ne facciamo dei principi reggenti la democrazia, non ci sarà più una comunità che ne avrà bisogno”.

Queste sono le tematiche che dovremmo affrontare con intelligenza non appena torneremo a ragionare su quanto è successo per “colpa” del COVID-19.


Ebbene, come in un fantasy, tutti noi possediamo un oggetto magico.
Un oggetto che abbiamo da sempre, e che ci aiuterà a sconfiggere l’isolamento, l’appiattimento, la paura del futuro; la lotta contro i soprusi, i danneggiamenti, il bullismo mediatico. 
Grazie all’oggetto magico di ognuno, verrà ristabilito un equilibrio tra le forze.
E la vittoria arriverà grazie alla nostra opera, alla nostra cultura, all’esperienza di ognuno; grazie alle diversità; grazie alle virtù che abbiamo acquisito vivendo.

L’oggetto magico ha il potere di mettere in campo il valore che ci contraddistingue.

L’oggetto magico ci spinge ad alzare lo sguardo, anzi a volgere lo sguardo lontano dalla menzogna.

L’oggetto magico ci permetterà di avere una ricompensa inaspettata.

E chi sarà mai quel vecchio saggio; il maestro che ci ricorda chi siamo, e che possiamo vincere grazie ad un oggetto magico?
Credo sinceramente che ognuno di noi sia consapevole degli incontri fatti nel corso della propria esistenza. Incontri reali. Incontri sottovalutati. Incontri che hanno lasciato un segno. Incontri di pochi attimi o attimi fatti di incontri.
Invito ad essere grati a quelle persone che sono venute alla vita (anche) per aiutare noi.
E vi invito a non sottovalutare l’importanza e la potenza dell’oggetto magico. Io non lo sottovaluto in nessuna storia.

(A seguire una short-story correlata)


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