mercoledì 27 ottobre 2021

Il culto della vita vs Halloween

 


Ripropongo un post che era stranamente in broken link.

Nel silenzio delle nostre vite, sempre più isolate, irrompe il culto della morte, per alcuni; il culto della vita, per altri.

Un culto che dovrebbe esorcizzare il trapasso del corpo, a tal punto da mostrarlo in tutte le sue possibili decadenze; perché questa è la festa di Halloween.

Voglio precisare che, il rito connesso al trapasso non caratterizza una religione, bensì ogni cultura.

Il Giorno dei Morti, le persone che hanno fatto parte della nostra vita hanno bisogno di un fiore “fresco”, perché la vita presente contempla le origini.

Attraverso il culto vi è l’accesso ad una onnisciente divinità che vive in noi, anche attraverso la memoria.

Se forzatamente, in questo momento drammatico, dobbiamo cercare il lato positivo della scorsa pandemia (ne parlo al passato), dobbiamo volgere lo sguardo a ciò che deve accadere prima di un commiato.

Mi riferisco all’importanza dello stare insieme, dell’apprezzare il bene e il male che ci ha portato ad essere qui e ora. Il nostro corpo vibra di emozioni, che sono state raccolte nel tempo. Non vanno dimenticate!

Il corpo contiene un cuore che pulsa di passione”.

Questa espressione racchiude in sé la scienza, che ben può spiegare come funziona il cuore, ma ci fa comprendere che noi non siamo fatti di sola materia.

 

E dove sta il culto della vita in questo momento preciso dell’anno e della storia?

Non è andato tutto bene. La paura e l’incertezza hanno generano in noi, ansia e pessimismo. Nevrosi che possono essere manipolate. Tuttavia, credo che si sia rinvigorito il culto della vita.

Tutto ciò che facciamo per difenderci, anche dalla contaminazione batterica e non solo, passa attraverso il corpo; passa attraverso le emozioni, le vibrazioni, e non ultima la mente.

È essenziale, perciò, avere rispetto di noi stessi e del prossimo.

Quest è una regola che sta alla base dell’amore.

Avete forse sentito parlare di amore in questi mesi?

No! Ciò perché l’amore è la fiamma che ravviva il culto della vita.

Ci sono troppi pozzi avvelenati: social, talk-show, tg.

Immaginate la vostra vita, che è una vita unica, insostituibile, assolutamente perfetta, anche in questo momento difficile.

venerdì 8 ottobre 2021

writing advice ?


I miei consigli in realtà sono spunti di riflessione sulla mia idea di.... scrittura.

Non posso consigliare un creativo! 

Anzi, accetto consigli, ma premetto: spesso non "ci sento".


Una storia raccontata viene intessuta. Nella vita reale, però, tali dinamiche non possono essere costruite perché, per quanto la verità possa essere ingannata, erompe a suo modo. Erompe, sempre! Erompe secondo leggi "universali" che piegano la stupidità umana, che nulla può se non credere di potere!

Detto ciò, sorridi e riceverai un sorriso! Ama e sarai amato. Appassionati e ti stupirai della forza che ti ritorna indietro, e dei risultati di ciò che metti in cantiere!

Il focus è su di te, nel senso di espandere energia positiva.

Non conta nient'altro!

Ecco i miei consigli!

C'è una via più veloce, machiavellica appunto, forse inizialmente anche più redditizia, ma è una forza che imbruttisce, che non si fa dominare, anzi domina anche chi la innesca. E soprattutto è una forza "finita".

L'infinito è un'altra cosa!

domenica 3 ottobre 2021

Utili contrapposizioni


 

Bisognerebbe analizzare le convinzioni che ci guidano prima di partire per una nuova avventura!

In un sogno, in una fantasia, in un racconto letterario e meno, che riassume questo e quello, in un nuovo progetto di lavoro o di vita: tutti noi diamo per acquisite le convinzioni che ci hanno convinto a rischiare di partire per una nuova avventura. E invece, l’inizio di tutte le cose esige una pelle nuova. La vita stessa esige da noi un cambiamento continuo, e ci chiede di essere pronti. E spontanei.

Spontanei, perché ciò che conta veramente è l’imprevisto.

L’imprevisto ci rende consapevoli, oso dire “incarnati”. L’imprevisto ci apre a quelle sensazioni piene, che rendono il viaggio interessante e proficuo, e forse capaci di intraprenderlo a un livello più alto dell’essere istupiditi dagli istinti.

Come nella vita, l’imprevisto rende una storia letteraria accattivante.

Ma se la vita è così complicata e spesso triste, com’è possibile “cedere” all’imprevisto?

Parto dalla conoscenza che ho sulla vita per spiegare il mio pensiero. Ho sempre creduto che le persone “giuste” (per me) con cui fare “rete” sono le persone disposte ridere delle complessità della vita (con rispetto).

Le persone che amo di più sono maestri che si fingono buffoni!

Quando ci prendiamo troppo sul serio, per competere con le architetture della vita, non solo falliamo, ma perdiamo il riscontro della magia sulla vita; e tutto si ferma in un mood che può essere ben riassunto in “coma compartecipato”.

In un coma compartecipato c’è qualcun altro che decide della nostra vita, perché abbiamo delegato per superiorità manifesta, perché pensiamo che le persone che ci sono subentrate hanno cura del nostro tempio. Sciocchezze alle quali nemmeno la santa ingenuità di un bambino crede.

A questo proposito ricordo il mood della Montessori: il bambino è maestro di se stesso!

Il bambino non delega!

 

Mi piace raccontare storielle e fare la buffona!

E una delle storielle che più calzano col ragionamento fatto è quella della Nonna Ragno e della Dea Kalì. La prima tesse le trame della vita e la Dea, che ha in mano un falcetto, distrugge chi distrugge la vita (storiella che esula dal concetto di bioetica). Insieme, dunque, disfano e rammentano.

Questa è la magia che si vede; una magia di luce! La contrapposizione utile sta nel fatto che anche nella luce siamo chiamati a fare un salto nel buio.

In tutti i racconti letterari, da questa contrapposizione nasce il dubbio e la voglia di intraprendere un viaggio, di vederci chiaro, di capire qual è lo scopo!

Ed io evidenzio che, fare un viaggio senza pesi o saltare nel buio senza fardelli, e beh…, è tutto un altro incedere!

Intraprendere un nuovo progetto o anche un viaggio rivelatore di uno scopo, ed essere leggeri, ossia senza i fardelli caricati dai carcerieri che noi abbiamo scelto, è quel quid pluris che dà un senso al progetto stesso. Ricordando che il progetto è creazione e parte cuore; è scopo; è vocazione.

Le utili contrapposizioni, dunque, servono a farci diventare buffoni, per ridere delle complessità del viaggio e così, pure per vedere (letteralmente) la gioia che trasforma i dubbi e le preoccupazioni in energia, in forza, in coraggio.

Buon viaggio a chi condivide il potere delle parole che scelgo.