giovedì 10 giugno 2021

RITORNO ALLA VITA. IL DOPO COVID

 


Ci siamo: è arrivato il tempo della rinascita.

E allora, gattoniamo!

Facendo un passo alla volta si può persino preparare una maratona.

Da giorni mi chiedo se è giusto cristallizzare il 2020, un anno che ha generato emozioni disgraziate. Ecco, io sono dell’opinione che le emozioni (tutte, negative e positive) non vanno capite, al più vanno trasformate.

Trasformare certe emozioni è stato il mio gattonare. E quando si trasforma si fotografa l’attimo.

Se è vero che tutto è perennemente in movimento, l’anno 2020 è stato un volano importante che ha trasformato situazioni, modalità, modus. Ogni cambiamento che viene attivato con umanità, con amore e con gli occhi puntati verso l’infinito è un cambiamento che porta benefici, e merita di essere ricordato.

Quello che è accaduto nel 2020 non è del tutto negativo.

Spero che ci abbia indotto ad ascoltare e trasformare.

LA VITA POI, FA IL RESTO, perché la VITA CI SORPRENDE, SEMPRE!

giovedì 6 maggio 2021

Beta Readers



Il mio punto di partenza è sempre un senso di partigianeria, un senso d’ingiustizia. Quando mi accingo a scrivere un libro io non mi dico: “Voglio produrre un’opera d’arte”. Lo scrivo perché c’è qualche bugia che voglio smascherare, qualche fatto su cui voglio tirare l’attenzione, e il mio primo pensiero è quello di farmi ascoltare.
George Orwell

Premesso il pensiero di Orwell.

Ho scoperto che, nella società dei big data, ogni scrittore ha il proprio gruppo di beta readers.

A me basterebbe un lettore 0.

Non ho velleità di statista. Eppure, ti dico, caro lettore, che mi farebbe piacere se tu leggessi il mio prossimo libro; sono poco più di un centinaio di pagine che si leggono in un pomeriggio, magari sotto l’ombrellone. E’ un libro per ragazzi, nulla di nuovo sotto il cielo. Ma è un libro che “comunica”, rilassa la mente e che cerca di afferrare verità sfuggenti nel tempo presente; insomma, nulla che un beta reader possa criticare anzitempo.

Un caro saluto.

Ella

martedì 27 aprile 2021

Io voglio essere felice!

 



Io voglio essere felice! Un imperativo che può soddisfare ogni pretesa.

Che cos’è la felicità?

Che sia una richiesta condizionata? Non credo!

Qualcuno osa descrivere la felicità come un attimo così inafferrabile che attribuisce licenza espressiva, per dare voce alle emozioni. Sarebbe poca cosa per l’immensità che è insita nella parola felicità e nelle emozioni di attesa che essa evoca. Scarto anche questa opzione.

E se fosse un processo di realizzazione, un’impresa che richiede un lavoro costante e molta fantasia; un lavoro che esula dalla concretezza e dalla materia, che è fatto di sorprese, di immaginazione, ossia di tutto quello che ci permette di immergerci nell’immensità evocata dalla felicità?

Se così fosse, per riuscire in tale impresa dovremmo abbandonare molte delle costruzioni mentali che ci impegnano; dovremmo abbandonare la sofferenza che incatena, il rancore per i torti subiti, l’isolamento emotivo. Anche questa è un’impresa. Ma, come ho scritto “Per uscirne bisogna entrarci

mercoledì 21 aprile 2021